Una melodia dal passato.
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Sono le 5.00 del mattino…sono nella mia casa in cima alla pianta rampicante che si estende oltre le nuvole. Il mio nome è Mark Landmark, forse avete notato il mio nome scritto sul primo articolo di Stran.yssimo. Non sono un pupazzo fatto di carta…ma di carne ed ossa. Sono uno stregone, il mio aspetto è sinistro, vesto sempre di nero…una lunga giacca di pelle nera e un cappello a punta anchesso in pelle nera. Molti temono la mia persona …forse per la mia presenza oscura o il mio modo di presentarmi strisciando attraverso le ombre, non annuncio mai la mia venuta, se ti giri di scatto forse mi vedi dietro di te sorridente e ti dico “ciao”. Sono le 5.12 in questo momento…sono tornato da poco a casa…girando qua e la ho trovato un vecchio video risalente agli anni 80 su per giu…una canzoncina infantile che riecheggia ancora nella mia mente e che mi trasporta indietro nel tempo…in quei giorni innocenti, quando ero solo un bambino e la mia mente era pervasa di sogni a non finire.
Finalmente scopro a chi appartiene la voce che cantava questa dolce canzone, sigla di un cartone giapponese degli anni 80 che ha fatto parte della mia vita. Non ho mai visto questo gruppo chiamato “Le mele verdi”, erano famose nel nord…ma non nel centro Italia. Perchè scrivo questo articolo vi starete chiedendo…Beh…ciò che mi ha spinto a scrivere è stata una recente intervista alla bambina (ora ragazza matura), cantante delle “Mele verdi” ,ovvero Stefania Mantelli.
“Stavo vivendo questo conflitto con la mia famiglia che non voleva più farmi cantare, avevo 12 anni. Io invece volevo sentirmi protagonista. Sapevo che questo cartone aveva una storia dolcissima, magari non al livello di serie più famose, ma ero certa che in qualche modo la canzone sarebbe rimasta, poichè ascoltai la registrazione originale. Ma il rifiuto dei miei mi fece stare malissimo. A sorpresa Mitzi ricevette pressioni da Roma. Lei e mio padre quel giorno si incontrarno al centro Ariberto, papà assolutamente contrario. La sera a cena però mi disse che dovevo andare in studio subito, e che lui mi avrebbe accompagnato in via del tutto eccezionale, proprio perchè Mitzi aveva insistito. Allora io sono scoppiata dalla felicità! Era strano per una ragazzina uscire alla sera tardi, è un ricordo legato anche a mio padre che oggi purtroppo non c’è più. Registrammo di notte con gli autori, Mitzi e Massimo Spinosa. Le Mele Verdi avevano già cantato il coro, mancava solo la parte solista, e l’abbiamo fatta. C’era Mademoiselle Anne, c’era papà e c’era la neve. Un ricordo bellissimo ed affascinante.
Stefania Mantelli”

Non so spiegarvi perchè questa intervista mi abbia colpito così tanto…ma il cuore mi è esploso in gola quando ho letto le sue parole. Delle volte si celano storie segrete anche nelle piccole cose di ogni giorno..quelle piccole cose che tendiamo ad ignorare o peggio ancora a dimenticare. Sono le 5.29 del mattino…Ho un gran sonno, non so a chi interesserà questo articolo, non so neanche a cosa sarà servito scriverlo..ma una cosa la so…il bambino che è in me….ora, mi sta ringraziando in lacrime. vi auguro una buona notte e sopratutto di non smettere mai di sognare.
Mark Landmark
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