Andrea Camiciola (Camic)
4Dedico questo post a un disegnatore di fumetti ,mio concittadino e amico, Andrea Camiciola detto in arte Camic. Mi è sempre piaciuto il suo stile surreale, i personaggi che rappresenta sono di fattezze bizzarre, creature fantastiche come folletti, fate, piante o anche personaggi della vita quotidiana ma con caratteristiche eccentriche.Le donne solitamente sono rappresentate come ninfe bellissime e gli uomini vittime del loro fascino irresistibile. Il mondo in cui vivono questi personaggi è un mondo dove la fantasia e l’immaginazione prendono il sopravvento, dove il più segreto dei desideri può avverarsi. Se ancora non siete riusciti ad entrare nell’ottica visionaria dei suoi disegni, e sicuramente grazie a me che sono un casino a scrivere eheheh, vi consiglio spassionatamente di andare a visitare il suo sito internet : http://www.artissimi.it/ ,insieme a lui troverete anche i lavori del suo collega Paolo Pero. Infine ringrazio Camic per tutta la pazienza che ha avuto nel periodo in cui andavo a trovarlo nel suo antro…e lo tartassavo di domande e suggerimenti ,ma devo dire che è sempre stato paziente e disponibile …meno male
Ed ora una breve anticipazione di quello che troverete dentro il suo sito.
Vive e lavora a Terni. Tra i riferimenti artistici troviamo Magnus che considera il suo maestro spirituale, la spinta primordiale; il variegato e rinnovatore Andrea Pazienza, poi Tanino Liberatore, Filippo Scozzari, Silvio Cadelo; risale all’infanzia la sua passione per Jacovitti. Graficamente ispirato dalla Linea Chiara Franco-Belga, lo stile grafico di Camic è popolato da tutti questi punti di riferimento. Attratto non solo dalla linea, ma anche dall’espressione del colore; amante della pittura antica e contemporanea, affascinato da espressioni e manifestazioni etniche e tribali, da ciò in cui pulsa la vita.
Più illustratore che fumettista in senso specifico, non accademico, incline al grottesco, all’erotico, al disneyano, al surreale; sintetico in talune risoluzioni, analitico in altre, Camic persegue un realismo di tipo sensoriale, non esclusivamente visivo; una realtà vista dal di dentro, che offra contemporaneamente più piani di lettura. Il fumetto, che alle suggestioni dell’ immagine aggiunge quelle della parola scritta, è un mezzo (non un obbiettivo) più vicino alle arti figurative e alla letteratura che non al cinema, in cui far confluire linguaggi provenienti da ambiti diversi, e diretto a raccontare quanto più possibile e senza eccessive ipocrisie delle esperienze umane. L’arte è da ricercare nella mescolanza di generi, di stili, nell’assemblaggio, nell’accostamento apparentemente disarmonico, nella convivenza, nella promiscuità, nella apertura totale, portata avanti con estrema disciplina e passione. Lontanissima dall’essere un, pur ottimo, artigianato, è gratuita, mai comandata, e alla portata di chiunque. E’ un gioco che si rimette eternamente in gioco.
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